mercoledì 19 gennaio 2011

L'uomo nello spazio

Lo spazio ha sempre attratto l'uomo, fin da epoche remote raggiungere la Luna è stato un sogno di molti. A parte le ricerche legate al volo, all'inizio del secolo lo spazio attrasse il russo Ciolkovskij, il tedesco- romeno Obert e l'americano Godder, ritenuto il padre della missilistica; si deve al professor Picard, invece, la pÌima esplorazione dello spazio verso la fine degli anni Trenta, quando raggiunse in pallone la quota di circa 16.000 m. Il primo volo avvenne nel 1937 con un aeroplano- razzo, l'He-178, che portò Heinkel nello spazio, mentre il superamento della velocità del suono è del 1947 con un Beli X-IO. Nel 1951 un pilota americano raggiunse a bordo del razzo Skyrochet la quota di 24.000 m. Nel 1958 la NASA, allora detta NACA, annunciò il lancio della capsula Mercury; siamo all'epoca della messa in orbita dello Sputnik da parte dell'Unione Sovietica. Sul Mercury era prevista la presenza di tre uomini e i tre astronauti prescelti dovettero affrontare nel 1961, a Cape Canaveral, alcune prorve di adattamento fisico. Essi furono preceduti però dal cosmonauta russo Juri Gagarin a bordo della capsula Vostok, che significa Oriente, il cui volo durò un'ora e ventotto minuti. Il Mercury fece il suo primo viaggio con un uomo nel maggio 1961; a bordo si trovava il cosmonauta Shepard, che rimase nello spazio quindici minuti, seguito da Glenn con un Atlas. Nell'agosto del 1962 l'URSS lanciò la Vostok 3 con Nicolayev e un giorno dopo la Vostok 4 con Popovic per studiare la tecnica del rendezvous. L'esperimento ebbe grande successo, tanto che con la successiva Vostok 5 Bikovsky raggiunse il primato di ben 119 ore nello spazio. Con la Vostok 6 l'URSS mandò in orbita la prima donna astronauta, la Tereskova. Nel 1964 sempre l'URSS iniziò con le Voskhod un nuovo programma, lanciando dapprima tre astronauti, poi, nel 1965, altri due, tra cui Leonov, che compì la prima «passeggiata spaziale» di circa dieci minuti, seguito da White (USA) cinque giorni dopo. Nello stesso anno (1965) il primato della «passeggiata spaziale» spettò agli americani Borman e Lovell, che riuscirono a stare nello spazio ben 330 ore. Un anno dopo Arrnstrong e Scott eseguirono l'aggancio di due satelliti. Il primo volo umano attorno alla Luna avvenne con il Saturno V che rimase venti ore in orbita attorno al satellite. Nel 1969 la Soyuz 4 sovietica col solo astronauta Shatalov a bordo fu raggiunta nello spazio dalla Soyuz 5. Qualche anno dopo è la volta dell'aggancio alla prima stazione spaziale, la Salyut l. Dopo il volo americano sulla Luna, di cui si tratterà in seguito, il programma vede la stazione spaziale Skylab che fu messa in orbita a mezzo di un Saturno V, dopo varie vicissitudini, permise agli astronauti di stare nello spazio per 28 giorni, battendo il record di durata. Lo Skylab fu utilizzato a lungo; fece in totale quasi 4000 orbite e rientrò nel 1974. Furono fatti molti esperimenti e, per quanto riguarda il comportamento umano, il col. Pogue dichiara:
Durante i primi giorni, a causa dello spostamento dei liquidi interni del corpo, la faccia si gonfia, dando agli europei un aspetto orientale. Si hanno difficoltà di respirazione e congestioni auricolari per le prime 12 settimane. Vi sono poi alterazioni nella produzione di globuli rossi, alterazioni che scompaiono dopo circa 9 settimane. Sono inevitabili versamenti involontari di urina. Immaginabili le difficoltà dovute all'assenza di peso, con gli oggetti più disparati (compresi i contenitori di rifiuti) che volano nella cabina. I pasti vanno appositamente studiati perché devono contenere una quantità ottimale di minerali; ma la dieta adottata non basta a saziare gli astronauti. Altri problemi sono connessi con l'igiene personale (anche radersi richiede più tempo che a Terra); invece le piccole ferite si rimarginano presto. Dal punto di vista emotivo si ha un notevole grado di irritabilità, provocata dalle difficili condizioni in cui si opera. Ogni piccolo inconveniente è amplificato e desta non poche preoccupazioni. Con l'andare del tempo si ha sempre più bisogno di svaghi e di riposo, e uno dei passatempi preferiti sembra l'osservazione dell'esterno dell'astronave.  Il 15 luglio 1975 partì dal poligono russo di Baiconur la Soyuz 19 e contemporaneamente da Cape Canaveralla Saturno 18 con tre americani a bordo. L'incontro tra gli astronauti russi e americani avvenne il 17 luglio dello stesso anno in un'orbita posta a 226 km di quota. In quell'occasione gli sportelli delle due astronavi vennero aperti, ospitando l'una i cosmonauti dell'altra.

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