venerdì 14 gennaio 2011

la stazione spaziale internazionale

La Stazione Spaziale Internazionale (in lingua inglese International Space Station o ISS) rappresenta un avamposto permanente della presenza umana nello spazio, è abitata continuativamente dal 2 novembre 2000 da almeno 2 astronauti. L'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, con cadenza semestrale. Segue i programmi Skylab (statunitense) e Mir (russo) ed è un progetto congiunto di cinque agenzie spaziali.

La stazione spaziale si trova in una orbita attorno alla Terra ad un'altitudine di circa 350 km, in quella che viene normalmente definita LEO (low Earth orbit, orbita terrestre bassa). L'altezza dell'orbita può variare di qualche chilometro a seconda della resistenza atmosferica. L'orbita ha un periodo di circa 92 min. Al 14 agosto 2007, la stazione spaziale aveva completato più di 50.000 orbite.
È servita principalmente dagli Space Shuttle, dalla Sojuz, dalla Progress, e dall'ATV, il cui primo aggancio è avvenuto il 3 aprile 2008. Al momento la stazione ha la capacità di ospitare un equipaggio di sei persone contemporaneamente. Fino all'Expedition 13, tutti i membri (permanenti) dell'equipaggio provenivano dal programma spaziale americano o russo. Con l'Expedition 13 è salito a bordo della stazione Thomas Reiter, astronauta ESA proveniente dalla Germania. L'ISS è stata visitata da molti altri astronauti, un certo numero dei quali di altri paesi (e da 2 turisti spaziali).

Origine della stazione

Zarja e Unity Module nel 1999All'inizio degli anni ottanta la NASA pianificò la realizzazione della Stazione Spaziale Freedom come controparte delle stazioni spaziali sovietiche Saljut e Mir. La stazione non ha mai superato la fase di progetto e con la fine della Guerra Fredda il progetto è stato annullato. La fine della guerra fredda e della competizione nella corsa allo spazio spinse l'amministrazione statunitense a contattare altri governi interessati all'esplorazione spaziale per realizzare un progetto comune. All'inizio degli anni 90 il governo statunitense aveva coinvolto nel progetto l'agenzia europea, quella russa, quella canadese e giapponese. Il progetto venne presentato nel 1993 e la stazione venne chiamata Alpha[2] Il progetto prevedeva l'utilizzo delle conoscenze comuni e quindi la stazione sarebbe stata basata sui progetti della stazione Freedom della NASA, sulla stazione Mir-2 (il successore della Mir e cuore del modulo Zvezda) e sul modulo Columbus Laboratory Module ESA che inizialmente doveva essere un modulo autonomo.
Durante gli anni '90 il progetto ha subito frequenti modifiche, con slittamenti dei tempi ed incrementi dei costi. L'ESA stima che il costo del progetto dalla fine degli anni '80 fino al 2016 superi i 100 miliardi di euro.

Attuale stato dell'assemblaggio

 Il primo modulo, Zarja, venne posto in orbita nel novembre 1998 da un razzo Proton. Due settimane dopo, la missione STS-88 dello shuttle pose in orbita Unity, il primo dei tre moduli di collegamento, e lo agganciò a Zarja. Questi primi due moduli, nucleo della ISS, rimasero senza equipaggio per un anno e mezzo, finché nel luglio 2000 fu aggiunto il modulo Russo Zvezda che permise ad un equipaggio minimo di due astronauti di insediarsi. La Expedition 1, che entrò nella stazione spaziale il 2 novembre 2000, era formata dall'astronauta statunitense William Shepherd e da due cosmonauti russi Jurij Pavlovič Gidzenko, e Sergej Konstantinovič Krikalëv. Dal 2001 al 2007, l'unico altro modulo pressurizzato trasportato sulla ISS dalla missione STS-98 nel 2001 è il Destiny Laboratory Module.
Nel 2008 è stato aggiunto il modulo europeo Columbus nella missione STS-122 ed è stato quasi completato il laboratorio Kibō con le missioni STS-123 e STS-124.
Il 20 novembre 2008 la stazione spaziale ha compiuto il suo decimo anniversario, in concomitanza con la missione STS-126 dello Shuttle Endeavour. Dopo un decennio dal lancio del primo modulo Zarja, la stazione è stata quasi completata e possiede una massa di 284402 kg con un volume interno di oltre 700 m3. I pannelli solari hanno una superficie di 2 675 m2 Essa è stata visitata da 167 astronauti provenienti da 15 nazioni, che hanno consumato oltre 19 000 pasti[1]. Essa contiene 19 strutture di ricerca, sponsorizzate dall'agenzia spaziale statunitense, europea e giapponese. La stazione ha, in dieci anni, compiuto 57 309 orbite attorno alla Terra, percorrendo 1.432.725.000 miglia (2.305.747.382,4 km), una distanza superiore a quella che divide la Terra da Saturno.

La costruzione della stazione richiederà più di 40 viaggi nello spazio. Di questi 36 saranno svolti dallo Shuttle, 30 sono stati effettuati e 6 saranno svolti entro il 2010. Gli altri voli di assemblaggio saranno svolti dai russi con i vettori Proton o con i vettori Sojuz. Inoltre serviranno circa 30 viaggi del vettore Progress per rifornire periodicamente la stazione fornendole le risorse necessarie per il suo sostentamento fino al 2010. Gli equipaggiamenti per gli esperimenti, il combustibile e tutto il materiale di consumo verrà portato da molti vettori come lo Shuttle (fino al 2010), i vettori Progress, l'europeo ATV e il giapponese HTV (ancora in sperimentazione).
Una volta completata la ISS avrà approssimativamente un volume pressurizzato di 1000 metri cubi, una massa di 400000 chilogrammi, genererà 120 kW di potenza elettrica e avrà un equipaggio di sei persone. Sarà essenzialmente costituita da un insieme di moduli pressurizzati lungo circa 74 metri, collegati ad un'intelaiatura (lunga 110 metri e posta trasversalmente rispetto ai moduli) sulla quale sono fissati i pannelli solari che alimentano la stazione. Sono previsti 10 moduli principali: Zarja, Zvezda, Destiny, Unity (Node 1), Harmony (Node 2), Tranquility (Node 3), Columbus, Kibo, il Multipurpose Laboratory Module, e il Docking Cargo Module. Il disastro del Columbia e il cambio del piano di costruzione.

L'incidente e le sue conseguenze

L'ultimo lancio del Columbia (STS-107)Dopo l'incidente del Columbia avvenuto il 1º febbraio 2003, e la successiva sospensione del programma Space Shuttle, il futuro della ISS rimase incerto fino al 2006. Infatti, subito dopo il lancio dello Shuttle Discovery nel luglio 2005 con la missione STS-114 sorsero diversi problemi che vennero risolti con riparazioni estemporanee in spazio aperto. La NASA decise allora una nuova sospensione del programma spaziale fino alla risoluzione dei nuovi problemi emersi.
Durante la sospensione dei voli degli Shuttle la stazione è sopravvissuta solamente grazie ai rifornimenti della navetta russa Sojuz. Dalla Expedition 7 l'equipaggio fu ridotto a 2 persone rispetto alle 3 previste dal piano di volo. La mancata visita dello Shuttle alla stazione per un lungo periodo pose seri problemi, dato che la costruzione era interrotta (lo shuttle è l'unica navetta in grado di portare in orbita i moduli principali) e le stesse operazioni erano limitate dalla presenza di rifiuti non trasportati sulla Terra. Tuttavia i trasporti Progress e la missione STS-114 permisero di ridimensionare il problema dei rifiuti.

Cambio del piano di costruzione

Simulazione computerizzata della ISS completataLa costruzione delle stazione ha subito notevoli ritardi, il progetto originario prevedeva il suo completamento nel 2006. Il motivo principale del ritardo lo si deve al disastro del Columbia che nel 2003 bloccò tutti i voli dello Shuttle, sebbene già allora vi fossero dei ritardi dovuti a problemi di produzione dei moduli ed a difficoltà economiche dell'agenzia russa.
All'inizio del 2006 sono stati effettuati alcuni cambiamenti al piano di sviluppo della stazione. Diversi moduli sono stati eliminati o rimpiazzati da altri moduli e i voli dello Shuttle sono stati ridotti rispetto al piano originario. Nonostante i cambiamenti analizzando il nuovo progetto si nota che più dell'80% dei moduli previsti nel progetto degli anni 90 è rimasto nel progetto che dovrebbe essere completato entro il 2010.
Nel marzo 2006 un incontro tra i cinque partecipanti al progetto portò all'approvazione della nuova costruzione e venne confermato il progetto di terminarla entro il 2010.[4] A fine maggio 2009 l'equipaggio è stato incrementato a sei persone dopo dodici viaggi dello Shuttle dal disastro del Columbia che sono stati necessari per espandere la stazione e garantire il supporto vitale: tale incremento comporta che una seconda Sojuz sia permanentemente collegata alla stazione come lancia di salvataggio ed anche voli più frequenti delle navette Progress o ATV per rifornire la stazione di tutti i beni di consumo necessari.
Dopo il secondo stop imposto dalla NASA a causa del disastro dello Space Shuttle Columbia i voli degli Shuttle sono ripresi regolarmente con la missione STS-121.

Moduli pressurizzati già lanciati

Il cosmonauta Sergej Konstantinovič Krikalëv all'interno del Zvezda Service Module nel novembre 2000
10 marzo 2001 - Il Multi-Purpose Logistics Module Leonardo all'interno del Discovery durante la missione STS-102Attualmente la stazione è formata da sette moduli pressurizzati, i due moduli russi Zarja e Zvezda, i tre moduli USA Destiny, Unity Module e Harmony, il modulo europeo Columbus e la sezione giapponese Jem. Zarja è stato il primo modulo lanciato nel novembre 1998 da un razzo Proton, in seguito una missione Shuttle ha collegato il modulo Zarja al Node 1. I due moduli sono rimasti disabitati per più di sei mesi, fino al lancio del modulo Zvezda che una volta aggiunto agli altri ha permesso di realizzare un nucleo minimo per permettere la sopravvivenza di due astronauti nello spazio.
Dal 2000 al 2006 il principale modulo pressurizzato della stazione spaziale ad essere aggiunto fu il modulo Destiny, trasportato dal volo STS-98 nel 2001. Il laboratorio statunitense fu il primo modulo immesso in orbita sviluppato per svolgere attività di ricerca. Difatti Zarja fornisce corrente elettrica, magazzino, propulsione e sistemi di guida mentre il modulo Zvezda fornisce supporto vitale, sistemi di comunicazione, distribuzione della corrente elettrica, analisi dati, controllo di volo e sistemi di propulsione. Il Node 1 (Unity Module) ha una funzione di collegamento tra la sezione russa ed il resto della stazione ma include anche sistemi di controllo del supporto vitale, sistemi elettrici e di analisi.
Nell'attuale configurazione si trovano i moduli Quest Airlock e Pirs Airlock: si tratta di due moduli che permettono attività extraveicolari, oltre che funzioni di attracco nel caso russo. Le navette Sojuz e Progress si collegano alla stazione e ne ampliano lo spazio utile. Una Sojuz deve rimanere permanentemente collegata alla stazione come scialuppa di salvataggio e la navetta va sostituita ogni sei mesi. La navetta viene sostituita durante il rimpiazzo dell'equipaggio.


Node 2
modulo ColumbusInoltre sebbene non costantemente collegato all'ISS i Multi-Purpose Logistics Module (MPLM) diventano un componente della stazione spaziale durante molte missioni dello Shuttle. L'MPLM si collega al Node 1 e viene utilizzato per rifornire la stazione e come supporto logistico. Questi tre moduli sono stati prodotti dall'Agenzia Spaziale Italiana e ceduti alla NASA in cambio del trasporto di astronauti italiani che svolgeranno attività di ricerca nel laboratorio statunitense.
Il modulo Harmony è stato prodotto dall'ASI sebbene la proprietà sia già stata trasferita alla NASA come parte di un accordo tra NASA e ESA [5]. Harmony contiene otto rack che forniscono energia, acqua e altri sistemi essenziali per il supporto vitale. Inoltre il modulo servirà da collegamento tra il Columbus e il modulo Kibo.
Nel febbraio 2008 è stato aggiunto il modulo Columbus dell'ESA, costruito a Torino dall'Alenia spazio, che ha prodotto per conto dell'ESA e dell'ASI anche MPLM, Node 2 e 3, Columbus, Cupola e ATV. Columbus è il secondo modulo dedicato alla ricerca scientifica della stazione spaziale e include il Fluid Science Laboratory (FSL), l'European Physiology Modules (EPM), il Biolab, l'European Drawer Rack (EDR) e diversi rack liberi. Il suo scopo è facilitare diversi tipi di esperimenti in orbita.
Componente ELM-PS del laboratorio KiboAll'inizio di marzo del 2008 la missione STS-123 ha trasportato sulla stazione l'Experiment Logistics Module - Pressurized Section - ELM PS del Japanese Experiment Module. Si tratta del primo modulo del laboratorio giapponese.
Il Componente JLM PM del laboratorio KiboIl 31 maggio 2008 è stato lanciato il Discovery con la missione STS-124 che ha trasportato sulla stazione il Japanese Logistic Module - Pressurized Module (JLM PM) e il Remote Manipulator System - JEM RMS, che costituiscono la seconda parte del laboratorio giapponese. Il laboratorio Kibo è stato completato nella missione STS-127, che è stata lanciata il 15 luglio 2009. Gli astronauti dell'Endeavour e della stazione hanno installato l'Experiment Logistics Module - Exposed Facility - ELM-EF. Il componente Exposed Section - ES è invece impiegato per trasferire gli esperimenti sull''Exposed Facility e viene quindi portato in orbita e riportato a Terra periodicamente. Il lancio del Node 3 è avvenuto l'8 febbraio 2010 con la missione STS-130, uno degli ultimi voli dello Shuttle. Come il precedente Node 2 anche il Node 3 è stato prodotto dall'Agenzia Spaziale Italiana per conto della NASA. Il modulo fungerà da magazzino, le sue funzioni inizialmente prevedevano anche il collegamento all'Habitation Module e al Crew Return Vehicle, ma questi progetti sono stati cancellati nel 2001. La Cupola è stata lanciata insieme al Node 3.
Pressurized Multipurpose Module - 2010
Nel 2009 è stato deciso che uno dei Multi-Purpose Logistics Module sarà modificato per restare attaccato in permanenza alla Stazione Spaziale. Il modulo scelto è il Leonardo, che sarà portato nello spazio nel corso dell'ultima missione dello Space Shuttle.

Multipurpose Laboratory Module — 2011
L'agenzia spaziale russa ha annunciato il lancio del Multipurpose Laboratory Module (MLM) tramite un razzo Proton nel 2009, anche se successivamente la data è stata posticipata al 2011.[9] L'MLM è il principale modulo scientifico russo e a seconda della data di lancio diventerà il terzo o quarto modulo scientifico della stazione. Il modulo fornirà un sistema di controllo dell'altezza in modo da fornirne una riserva alla stazione in caso di guasto di quello principale. Il modulo sarà collegato al modulo Zarja o al modulo Zvedva. L'European Robotic Arm verrà lanciato insieme all'MLM per essere montato in seguito, secondo un accordo siglato tra l'ESA e la Roskosmos nell'ottobre del 2005.

Elementi non pressurizzati
Molti componenti sono posti al di fuori della stazione. Questi includono l'intelaiatura della stazione che sostiene i pannelli fotovoltaici, e gli esperimenti esterni che si troveranno sull'intelaiatura: per procedere con questi ultimi dovranno essere posizionati diversi ExPRESS Logistics Carrier, dei rack esterni che forniranno alimentazione e collegamento telemetrico agli esperimenti. Inoltre, sono presenti diverse External Stowage Platform, componenti non pressurizzati che permettono di stivare elementi e parti di ricambio.

Nuovi pannelli fotovoltaici sulla ISSL'alimentazione della stazione spaziale è fornita dal sole tramite pannelli solari che convertono la luce in corrente elettrica. Prima dell'assemblaggio del segmento 4A (missione STS-97 del 30 novembre 2000) l'unica alimentazione era fornita dai pannelli solari dei moduli russi Zarja e Zvezda. I segmenti russi della stazione utilizzavano una corrente continua a 28 volt (come lo Shuttle). Nel resto della stazione la tensione fornita dai pannelli solari fornisce tensioni comprese tra 130 e 180 volt. La tensione è stabilizzata e poi portata a 160 volt DC per essere immessa nella stazione e poi convertita a 124 volt per le esigenze degli utilizzatori. La potenza viene convertita e suddivisa tra i due segmenti della stazione, questo si è reso fondamentale dopo la cancellazione del modulo russo Science Power Platform. I segmenti russi dipendono dai pannelli solari montati sui moduli statunitensi per l'alimentazione.
Utilizzare linee ad alta tensione (da 130 a 160 volt) permette di utilizzare linee con diametro inferiore (a parità di potenza scorre meno corrente) e quindi di ridurre il peso del carico.
A marzo 2009 è stata installata l'ultima coppia di pannelli solari. Ogni coppia misura, da un'estremità all'altra, 240 piedi (73,152 m) e ha una superficie di 890 m2. Con le quattro coppie di pannelli, la stazione produce 120 kW di elettricità.

Supporto vitale

Controlli ambientali e supporto vitale (ECLSS)L'ambiente della stazione e il supporto vitale sono gestiti dal Life Support System che provvede a controllare le condizioni atmosferiche, la pressione, il livello di ossigeno, l'acqua e la presenza di eventuali fiamme libere. Il sistema Elektron, genera ossigeno a bordo della stazione tramite l'elettrolisi dell'acqua. Il problema principale del supporto vitale è mantenere le condizioni atmosferiche, ma il sistema raccoglie, processa e immagazzina anche gli scoli della stazione. Per esempio il sistema ricicla i fluidi provenienti dai servizi igienici e condensa il vapore acqueo. I filtri a carbone attivo sono il metodo principale per rimuovere i sottoprodotti del metabolismo umano dall'aria. Il Node 3 fornirà i più avanzati sistemi di supporto vitale che siano mai stati portati nello spazio: oltre a riciclare acqua ed aria avrà un miglior generatore d'ossigeno; sarà anche in grado di verificare la presenza di sostanze tossiche nell'atmosfera, e conterrà una nuova toilette per l'equipaggio della stazione.

Controllo dell'assetto e dell'altitudine
L'orbita dell'ISS da 18,045 km sopra Tucson, Arizona, (180º FOV) dal 2008-11-24 al 19:00 UT al 2008-11-25 al 19:00 UT in una simulazione accelerata 1800 volte il tempo realeCi sono due sistemi per mantenere il controllo dell'orientamento: il sistema principale utilizza vari giroscopi per mantenere orientata la stazione sempre allo stesso modo rispetto alla Terra. Il sistema secondario è quello russo, realizzato tramite piccoli propulsori a razzo. Questo sistema è anche responsabile del mantenimento dell'altitudine della stazione. Quando uno shuttle è agganciato alla stazione è possibile utilizzare i suoi propulsori per aumentare l'altitudine della ISS o per manovrarla in un altro orientamento. La capacità di innalzare la quota è appannaggio anche dall'ATV.

Ricerche scientifiche
Uno degli obiettivi principali della ISS è fornire un posto per condurre quegli esperimenti che necessitano di condizioni particolari difficilmente riproducibili sulla Terra, come la microgravità per esempio. I principali campi di ricerca sono la biologia (con esperimenti biomedici e sulle biotecnologie), la fisica (compresa la meccanica dei fluidi e la meccanica quantistica), la scienza dei materiali, l'astronomia (inclusa la cosmologia) e la meteorologia. Dal 2007 avvengono piccoli esperimenti riguardanti gli effetti a lungo termine della microgravità sugli esseri umani.

Laboratori scientifici

Laboratorio KiboCon l'arrivo di altri tre moduli di ricerca entro il 2010 saranno possibili molte nuove ricerche specializzate. Il laboratorio di ricerca presente sulla ISS è il Destiny Laboratory Module statunitense, costruito dalla NASA per quegli esperimenti generali riguardanti la permanenza prolungata dell'uomo nello spazio. Il Columbus è un altro modulo di ricerca, progettato dall'ESA per facilitare gli esperimenti scientifici nello spazio: è stato portato nello spazio il 7 febbraio 2008 durante la missione STS-122. Fornirà un laboratorio generico, l'European Drawer Rack, insieme a tre altri rack specificatamente progettati per esperimenti di biologia, di biomedica grazie allo European Physiology Modules e di fisica dei fluidi con il Fluid Science Laboratory; sono inoltre previsti un certo numero di esperimenti per lo studio della meccanica quantistica e della cosmologia. Il Japanese Experiment Module, noto come Kibō, prevede un laboratorio scientifico con due moduli pressurizzati ed una piattaforma esterna, il completamento è previsto non prima del 2009. È stato sviluppato dalla JAXA come osservatorio astronomico e per la raccolta di diversi dati; la sezione esterna potrà ospitare numerosi esperimenti grazie all'aiuto del braccio meccanico presente. Il Multipurpose Laboratory Module russo, costruito dalla RKA ed il cui lancio è previsto alla fine del 2009, fornirà le risorse adeguate per esperimenti generici sulla microgravità. Oltre a questi moduli pressurizzati la NASA prevede di installare una serie di EXPRESS Logistics Carrier, i quali permetteranno di eseguire alcuni esperimenti nel vuoto dello spazio, fornendo la necessaria elettricità e la potenza di calcolo necessaria in loco per processare i dati. Alcuni moduli di ricerca previsti sono stati cancellati, come il Centrifuge Accommodations Module e i due Russian Research Module. Anche diversi esperimenti, come Alpha Magnetic Spectrometer, sono stati ritardati o cancellati.

Programmi di ricerca
Ci sono diversi programmi che riguardano lo studio della biologia sulla ISS: uno dei più importanti è quello che studia gli effetti della permanenza nello spazio sul corpo umano. Fenomeni come l'atrofia dei muscoli, l'osteoporosi e la dinamica dei fluidi corporei vengono attentamente studiati per minimizzarne le conseguenze e permettere viaggi spaziali lunghi molti mesi se non anni. Gli effetti della microgravità sullo sviluppo, la crescita ed il metabolismo di piante e successivamente animali vengono anch'essi studiati. I dati raccolti sembrano suggerire che sia possibile sintetizzare proteine dalla struttura sconosciuta sulla Terra, grazie alla microgravità.


Esperimento MISSE al momento del recuperoLA NASA vorrebbe inoltre studiare molti aspetti della fisica nello spazio. La meccanica dei fluidi in condizioni di microgravità non è ancora compresa appieno, ed in futuro i ricercatori si augurano di poter liberamente modellare i liquidi: infatti poiché i fluidi nello spazio possono essere mescolati quasi completamente senza dover tenere conto del loro peso, sarà possibile studiare quelle combinazioni di liquidi che non si mescolerebbero sulla Terra.

Grazie ad esperimenti condotti all'esterno della stazione, a temperature molto basse ed in quasi assenza di peso sarà possibile ampliare le nostre conoscenze sugli stati della materia (in particolare sui superconduttori) poiché la combinazione di queste due condizioni dovrebbe far osservare i passaggi di stato come se li si vedesse al rallentatore.

Alcune ricerche esaminano la combustione nello spazio coinvolgendo l'efficienza delle reazioni e la formazione di sottoprodotti, con possibili miglioramenti nel processo di produzione dell'energia sia qui sulla terra che per i veicoli spaziali, cosa che avrebbe importanti conseguenze economiche ed ambientali. Gli scienziati si propongono di studiare aerosol, ozono, vapore acqueo e molti tipi di ossidi.

Sono inoltre previste ricerche sui raggi cosmici e sul pulviscolo interstellare, sull'antimateria e sulla materia oscura, con misurazioni impossibili da terra. Tutti questi esperimenti daranno il loro contributo per una visione più completa dell'universo.

Inoltre il mantenimento stesso di una presenza costante dell'uomo nello spazio aiuterà a migliorare il supporto vitale ed i controlli ambientali, a trovare nuovi metodi per la cura delle malattie e per la produzione di materiali, fornendo così quelle conoscenze indispensabili alla colonizzazione dello spazio da parte dell'uomo.

Scopi della ISS
Nel mondo scientifico sono molti i critici del progetto, accusato di essere uno spreco di soldi e tempo a scapito di altri programmi che, a detta loro, sarebbero più utili. La spesa stimata è di circa 100 miliardi di dollari, che secondo i critici dell'esplorazione spaziale in generale, sarebbero dovuti essere spesi per altre ricerche riguardanti problemi più seri sulla Terra.

Viceversa, i fautori dell'esplorazione spaziale, sostengono che tali critiche sono per lo meno miopi e forse ingannevoli. Essi sostengono, infatti, che quei miliardi di dollari spesi hanno già prodotto benefici tangibili per la popolazione terrestre. Secondo alcune valutazioni, è stato stabilito che il beneficio economico indiretto, fatto dalla commercializzazione delle tecnologie sviluppate durante l'esplorazione dello spazio da parte dell'uomo (dal 1961 ad oggi), ha fruttato più di sette volte l'investimento iniziale (altre stime più prudenziali hanno valutato l'introito in tre volte l'investimento iniziale). Tuttavia, il fatto che anche la ISS possa fruttare questi introiti, è tuttora argomento di forte dibattito.

Ad ogni modo, la ISS ha ospitato il primo "turista spaziale", Dennis Tito, che ha speso circa 20 milioni di $ per volare a bordo di una Sojuz (nell’ambito di una missione di rifornimento) e ha visto le prime nozze dallo spazio quando Jurij Malenčenko dalla stazione ha sposato Ekaterina Dmitriev che era nel Texas.

Partecipazione al progetto
La ISS è un progetto congiunto di cinque agenzie spaziali, la canadese (CSA), l'europea (ESA), l'italiana (ASI) pur partecipando anche come membro ESA essendo l'Italia un membro fondatore dell'agenzia, la giapponese (JAXA - già NASDA), l'agenzia russa (RKA) e quella statunitense (NASA).

L'Agência Espacial Brasileira (AEB Brasile) partecipa tramite un contratto separato con la NASA.

Italia

Un'immagine del modulo italiano polifunzionale Leonardo, scattata il 05/01/05 al Kennedy Space CenterDopo gli Stati Uniti e la Russia, l'Italia è il terzo Paese al mondo per partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale. Indipendentemente dalla partecipazione dell'ESA, l'Italia ha contribuito alla Stazione Spaziale con i tre moduli polivalenti di logistica MPLM, costruiti dalla Thales Alenia Space per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana. Concepiti per poter integrare lo scompartimento dello Space Shuttle, contengono gli scompartimenti pressurizzati e porteranno i vari strumenti per gli esperimenti a bordo della ISS. La progettazione del modulo europeo "Columbus" è ispirata in gran parte a questi tre elementi.

La Thales Alenia Space ha costruito inoltre i Nodi 2 e 3 della stazione e la struttura di osservazione Cupola e partecipa alla progettazione e alla costruzione del veicolo di rifornimento e per il re-boost della stazione spaziale ATV (Automated Trasfer Vehicle).

L'impegno dell'Italia al progetto è quantificato in circa 520 milioni di euro (dal 1996 al 2003) tramite i programmi ESA e di più di 260 milioni di euro tramite il programma nazionale. I costi del programma nazionale sono quasi esclusivamente concentrati sullo sviluppo del modulo MPLM.

Di provenienza italiana è anche l'acqua necessaria al funzionamento della ISS e alle esigenze dei suoi occupanti. Nel 2002 la SMAT di Torino è infatti stata prescelta da una commissione scientifica come ditta fornitrice. L'azienda è stata selezionata anche perché in grado di fornire sia acqua minimamente mineralizzata, preferita dal personale americano e prodotta dalle sorgenti del Pian della Mussa, sia acqua con un maggior contenuto salino, più gradita agli astronauti russi e proveniente dall'impianto di potabilizzazoine di Grugliasco. Il periodico invio in orbita è cominciato nell'aprile del 2008 e avviene grazie all'ATV.


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